ARTICOLO DOVE SONO STATO CITATO

 

Filomena Minella Bloise 

 

‎”Una stella lascia una scia nel cielo e il mio fragile ed umile pensiero vola lontano,là dove è nato quel bimbo che ho sempre amato”: così inizia il testo “Natale”,del poeta Arnaldo Lo Tufo, che correda i “Presepi in mostra”, a cura del Club Artisti Riuniti di Morano Calabro,rassegna presepiale giunta alla quinta edizione. Nella Chiesa di San Bernardino, in uno dei borghi più belli d’Italia, il visitatore inizia il suo percorso inoltrandosi in un tunnel di cartapesta che propone in una lunga sinuosità luoghi di stazionamento davanti ai quali fermarsi a meditare, complici il buio e l’odore penetrante della paglia e del fieno.Anzitutto la natività nel suo splendore familiare, che ci ricorda che “Gesù, figlio di Dio, è venuto sulla terra per predicare la parola del Padre”. La stazione successiva, “Ma voi Lo avete accolto così”, restituisce all’umanità itinerante il simbolo del deicidio, con Gesù in croce a sollevarci dai peccati del mondo. A seguire, i simboli del male e della corruzione, a testimoniare che il “male di vivere” è insito nel cuore dell’uomo: siringhe per iniettare in vena i “paradisi artificiali”, i soldi facili per soddisfare la brama di potere, una rivoltella per uccidere il proprio fratello, una giarrettiera viola per la sbandierata libertà sessuale scissa dai vincoli forti. Solo il piccolo teschio posto tra la sabbia può concludere il percorso con il suo “Memento mori”, inevitabile approdo di ogni umana esistenza. All’uscita dal tunnel, s’incontrano gli altri presepi sotto la volta della chiesa, ognuno con il suo tratto caratteristico ed il suo piccolo microcosmo di vite, mestieri, consuetudini, materiali utilizzati, dal legno alla ceramica, dal vetro alla plastica, dalla zucca dell’orto alla pasta per il pane; quest’ultimo materiale fornito dalla Panetteria dell’Arco della famiglia Fata.”Una bocca amabile moltiplica gli amici, una lingua affabile le buone relazioni” ricorda il testo tratto dal Libro di Siracide, scelto dagli organizzatori a sottolineare il valore della vera amicizia, che può sgorgare soltanto dall’amare il prossimo come noi stessi. E’ questo il messaggio ultimo cui si richiamano i maestri presepiali del Pollino intervenuti nella rassegna moranese, tra cui Michele Pincitore,Antonio Miele, Nicola Palummo, il giovane pittore Fabio Maestripieri, Vincenzo Zofrea con il plastico del centro Parrocchiale dei Sacri cuori da poco ristrutturato ed abbellito sia nella facciata che con un’imponente torre campanaria, ed ancora Dino Lo Giudice, Biagio ed Antonio Tramaglino, Giovanni Pace, Gavino, Francesco Rimolo,Antonio De Noia, Dino Gagliardi, Francesco Colombo, Giovanni Occhinero, Maria Rosanna Di Maria. Come se non bastasse, a rinfrancare ancora lo spirito, nella sede del Club degli Artisti riuniti,presso il Chiostro dello stesso monastero, un’altra interessante mostra di artisti del Pollino, a sottolineare ancora una volta i valori relativi all’espressione del mondo interiore in tutta la sua complessità e versatilità. Davide e Loredana Aino, Biagio Tramaglino, Fabio Maestripieri, Mario Talarico, Salvatore Doni, Franco Prantera, Michele Ficarazzo, Pina Pirillo, Rosa Gugliotta,Fedele TocciFranco Zaccaro, Mimmo Alichino, Ivan Donato,tutti insieme ad arricchire la magia del Natale per consentirci il rispecchiamento nel mondo più autentico: quello dell’infinito mistero dell’anima umana.