PAGINA EDITORIALE

Le mie Pubblicazioni

I PASSERI DI UNA SERA

Presentazione

 

I Passeri di una sera-1

 Questa raccolta è il frutto di tanti giorni, tante notti di Arnaldo Lo Tufo che ha condotto per diversi anni con tanta pazienza, sentimento e immutata serenità di scrittura. Tutto è iniziato una sera di giugno del 1970 quando passeggiando per le vie del suo paese, guardando le montagne che circondano Morano, ascoltando il canto degli uccelli che volavano liberi nel cielo, capì che erano giunte dentro di sé delle sensazioni che andavano ben oltre la sua capacità intellettiva. Si mise a scrivere su un suo carissimo diario, custodito gelosamente, tutto ciò che percepiva in quel momento, in quell’istante. Da allora sono passati diversi anni fino ad arrivare ai giorni nostri con lo spirito e la sincerità che accompagnano Arnaldo nel cammino della sua vita. Sono nate diverse preghiere tra cui Spicca quella a PADRE PIO nella quale racconta la sua angoscia per non averlo mai potuto trovare nella sua casa divina per fargli conoscere i suoi “peccati” e dargli la forza per farlo uscire da una crisi di sofferenza. Ma non solo preghiere, anche dediche scritte in modo affettuoso e sincero tra cui segnaliamo quella a suo padre Carmine dove parla della sua infanzia vissuta nella guerra sino ad arrivare ai suoi ultimi istanti di vita caratterizzati da una brutta malattia e tanta sofferenza. L’amore versoil suo paese d’origine, Morano, il contatto quotidiano con i Moranesi, gli usi e costumi, i pregi e difetti del suo paese hanno spinto Arnaldo a scrivere alcune strofe in dialetto maranese, ne segnaliamo alcune: quali: a vutta, allu mirchetu, a Don Micuzzu. L’occasione è giusta per tenere a battesimo questo libro di Arnaldo e per ringraziare tutti colori i quali hanno collaborato per la realizzazione dello stesso e con l’augurio che i lettori possano trarre dei buoni propositi di vita quotidiana.

Pasquale Lombardi 


 

 

 

9788891029102

Un’intervista insolita

Introduzione

 

    raccoglie le sue idee attraverso la poesia e con un linguaggio insolito ma singolare. Infatti il In un mondo dove le persone sono sempre più interessate ad un materialismo e ad un consumismo sfrenato molto spesso si perdono di vista i valori tradizionali ed il ritrovato senso del vivere con semplicità. Le nuove generazioni sono sempre più affette da questa “sindrome sociale” che tende a creare disaffezione tra le genti e a valorizzare falsi miti e speranze. E’ proprio contro questa corrente che si muove l’autore di questa raccolta di poesie e racconti autobiografici. Arnaldo Lo Tufo si avvicina ai cuori della gente con un testo che racconta i trascorsi di un giovane pieno di speranze chelinguaggio testuale usato è di facile comprensione e in alcune poesie si presenta in dialetto moranese, di Morano, piccolo paesino della provincia cosentina paesaggisticamente definito uno dei Borghi più belli d’Italia. E’ proprio su questo scenario che si ambientano gli idilli dell’autore. Le prime due opere sono dedicate una a San Pio da Pietralcina mossa dalla devozione di Arnaldo verso il Santo, e l’altra al padre dell’autore, ormai scomparso, a cui rivolge la sua preghiera. Le altre poesie sono dedicate ad alcuni personaggi a molti sconosciuti, ma che hanno mosso nel sentimento di Arnaldo molta simpatia ed affetto a tal punto da ricordarli con i suoi versi in dialetto moranese per marcare ancor di più il suo attaccamento al paese d’origine ed alla sua gente.

   Per far capire il suo pensiero e trasmettere ai posteri i suoi sentimenti Arnaldo nella sua insolita intervista  racconta alcuni episodi di vita quotidiana che più di altri fanno comprendere il suo modo di pensare e di vedere la vita, il suo credo religioso e le motivazioni che lo spinsero ad abbandonare il cammino neocatecumenale, il suo legame ai veri valori del sentimento umano. In più passi si leggono richiami ai Santi, come San Francesco e San Pio e allo stesso Messia Gesù nostro Signore, proprio a voler rimarcare sempre di più il sentimento religioso che ogni giorno muove l’animo di Arnaldo. Segue una analisi ad alcuni passi del Vecchio Testamento e delle riflessioni personali sui Dieci Comandamenti. Non manca inoltre un richiamo ai Vangeli con delle contraddizioni che l’autore pone all’attenzione del lettore con spirito scrupoloso. Nella parte finale del libro sono riportare alcune poesie che trattano tematiche di aspetto religioso come il Natale o l’ammirazione per il Presepe, ed altre che raccontano esperienze, emozioni e paure. La voglia di vivere con semplicità e il voler ricordare amici e parenti passati ad altra vita contraddistinguono la raccolta che Arnaldo Lo Tufo propone in questo libro e con la speranza di suscitare nei lettori qualche emozione e riflessione.

                                                          Dott. Nicola Aronne

 Presentazione

Con questa pubblicazione dal titolo “Un’intervista insolita”, Arnaldo propone frammenti di vita, esperienze vissute in prima persona che lo hanno portato a confrontarsi con un mondo sconosciuto alla maggior parte di noi: la Chiesa e la sua gerarchia.

Pur se tra mille difficoltà, il cammino intrapreso non ha scalfito in lui la fede, anzi l’ha portato a leggere tante e tante volta la Bibbia e altri testi sacri per cercare di comprendere quel qualcosa in più, per avere delle risposte concrete.

Leggendo il libro ci possiamo rendere conto di quanto siano reali le parole del titolo, del fatto che spesso c’è qualcuno che con troppa facilità giudica il suo prossimo senza avere il potere di farlo.

Pubblicando quest’opera Arnaldo Lo Tufo vuole far conoscere ai lettori le sue emozioni, sensazioni  vissute fino ad oggi, augurandosi che possano trovare spunti positivi, propone una “piccola guida” per proseguire sulla retta via, in un mondo in cui basta poco per perdersi, quando in realtà basterebbe solo riflettere sulle piccole gioie e occasioni che la vita stessa ci offre, affidandoci alla preghiera certi di essere ascoltati e non abbandonati.

Come nasce l’idea di pubblicare questa “intervista insolita”?  Lo spunto è dato proprio dalla pubblicazione del suo primo volume “I passeri di una sera” e dalle domande che in seguito sono state poste ad Arnaldo, che decide così di pubblicarle, raccontando anche pezzi di vita: dalla frequentazione di una comunità neocatecumentale da cui uscì fuori per i motivi che leggeremo, ai problemi di salute che con molta forza ha superato.

Questo libro vuole essere un modo per dire che nonostante tutti gli ostacoli che la vita ci frappone sul nostro cammino, non bisogna mai perdere la speranza e la fede di riuscire a rialzarsi più forti di prima.

                                   Milena Pettinato


 

 Versi dal Cuore

Presentazione

copertina Versi dal Cuore  formato 13x20Arnaldo Lo Tufo, anche se poco noto ai molti, è molto apprezzato dai pochi che sanno riconoscere la vera poesia che penetra nel cuore delle persone con semplicità, e umiltà.
A mio modesto parere, lo stesso, lascerà un’eredità culturale non comune ai giovani e ai suoi paesani.
Chi lo conosce Arnaldo Lo Tufo non si lascia im-bavagliare da un conformismo deleterio della po-esia. Ma la racconta attraverso la sua anima, il suo pensiero di una miscela di generi, d’ispirazione di lingua a volte in dialetto, a volte in lingua italiana.
Mi rattrista e per un attimo un senso di riflessione mi persuade in una considerazione del fatto che se gli eventi, la sopraffazione naturale, la precarietà dei tempi non avessero inciso in maniera negativa su questo umile operaio, che coltiva con forza la passione di
raccontare le sue emozioni genuine senza essere manipolate dagli intellettuali di turno.
Ma con il suo linguaggio di poesia e la sua innata modestia, racconta la sua vita per molti tratti semplici ma genuinamente popolare.
Questo è Arnaldo Lo Tufo per chi non lo conosce!
Persona semplice, schiva e schietta che vive la propria vita avvicinandosi alla poesia, ai raccon-ti, del suo essere con tono a volte dolce, a volte amaro, ma sorretto da una fede religiosa, riflessi-vo e consapevole del mondo che lo circonda.

L’Artista Biagio Tramaglino

Lascia un commento